IL POETA DEL GOL

In un filmato quasi amatoriale - in realtà egregia pellicola di una televisione privata - s i 'è a casa di Zarate e lo si intervista. Il sorriso continuo del fuoriclasse argentino è ciò che più rimane. Ma l'affresco può dirsi completo verso la fine della lunga conversazione, e cioè quando a Maurito consegnano una arancia; poco dopo con quel frutto lui inizia a palleggiare. Davanti alla telecamera compone 14 palleggi e, a quella vista, ci assale una domanda non poco insidiosa quanto legittima: i celebrati campioni -, da Beckham a Messi, da Fernando Torres a Cristiano Ronaldo - sarebbero in grado di fare altrettanto? Parliamo di una arancia e della parte "dorsale" di una scarpa da ginnastica che non è uniforme visto che, oltre ai lacci, è formata da diversi ritagli ben cuciti di tessuto sintetico. Diverse, dunque, le gibbosità. Per noi Zarate è in quei 14 palleggi con una arancia e quand'anche continuasse a stupirci in campo con quei tiri fino al palo l ontano dal settore ove una volta s'avvistava la mezzala sinistra, noi torneremmo inesorabilmente a quei filmato dove lui "ha già detto tutto".

Ma a parte queste esibizioni private, da "discolo", sappiamo che esiste una ritualità e questa la dona soltanto il campo di calcio dove s'erge un codice, ovvero un sistema di limiti che sono di natura geometrica e umana. In poche parole in campo il "sistema di segni" è visibile ed evidenziato da voci; v'è dunque l'avvistamento dell'altro, ovvero dell'avversario. E se più difficile ci appare allora ogni esibizione proprio perché non "privata", quel sublime che si crea è veramente tale perché plasmato in presenza di ostacoli. La Lazio, proprio grazie ad un gol di Maurito, vola in vetta - la metafora dell'aquila è quanto mai appropriata - e adesso osserverà ad ali spiegate quanto accade nel paesaggio. E' una squadra coperta in ogni settore, con un Hernanes a tutto campo e un Mauri sempre elegante nelle profondità. Se Kolarov dietro è già un ricordo, è bello parlare anche di un anonimo che accarezza sempre la piena sufficienza, quel Dias che si concentra soltanto sul concreto e che ha lo sguardo di un "acquisto novembrino". Come si diceva qualche decennio fa

(ANSA)

Commenti

Anonimo ha detto…
onore all'orario di pubblicazione

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